Shoegaze | Un genere musicale da riscoprire (Laura Rosa)

Shoegaze. Un genere musicale rimasto spesso sotto una coltre di polvere, ma mai abbandonato o scomparso del tutto, come alcuni vogliono far credere: il “timido” Shoegaze, termine coniato in Inghilterra nei primi anni Novanta.
Usato inizialmente come termine dispregiativo (fissascarpe chiusi nel loro mondo interiore), al di là delle etichette questi giovani artisti visionari portarono invece avanti una rivoluzione silenziosa, non tanto per il materiale qualitativo o tipologico del loro modo di fare musica (all’estremo opposto del cosmo del silenzio), quanto per la loro ostinazione a rimanere se stessi in un mondo che premeva con la necessità di adattarsi.
Un filone musicale ed ideologico che parte da un’analisi introspettiva delle proprie sensazioni, come si evince dai testi di alcuni artisti come Pale Saints, Slowdive destinato a non scomparire mai, poiché di esso ci sarà sempre bisogno.
I testi necessitano oltre che di ascolto anche di una lettura ulteriore dato che le parole sono spesso coperte da muri di chitarre, batteria, feedback e distorsioni.
Le parole dunque, a volte pura poesia, basti pensare a Morningrise degli Slowdive o a Shell dei Pale Saints, rimangono in secondo piano non perché meno importanti o insignificanti ma anzi proprio perché richiedono un livello di analisi maggiore, che ognuno poi può interpretare a modo suo secondo il proprio vissuto e le emozioni che la musica può far scaturire.

Tra i precursori di questo genere musicale è doveroso citare i The Jesus and Mary Chain, tra i primi sperimentatori del Wall of Sound (inventato da Phil Spector ) tramite riverberi e chitarre abrasive ed i Cocteau Twins dalle ambientazioni trasognate.
Il risultato è proiettare l’ascoltatore in un mondo parallelo in verità neanche molto distante dal reale, dove atmosfere sognanti ed eteree si mescolano ad altre più cupe e dolorose, affrontando temi intimisti come ad esempio l’ascendente ed enigmatica Primal degli Slowdive.
Questo genere musicale è rimasto a volte tra le nubi di un più o meno voluto rifiuto del clamore mediatico ma negli ultimi anni sta vivendo una vera e propria riscoperta non solo perché ritornato in auge ma proprio perché mai scomparso dalla vista di chi l’ha saputo vedere e cercare.
Le band shoegaze sono nate e cresciute principalmente in Gran Bretagna ma anche l’Italia non è rimasta immune al loro fascino come dimostrano gli affermati Rev Rev Rev, band modenese che unisce momenti più eterei e psichedelici ad una stordente nube di suono.
Non resta che fidarsi del proprio istinto sonoro e sparire in questo universo vicino e lontano allo stesso tempo.


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