Le prime cure (Adriano Cataldo)

Le prime cure

 

Riportano gli organi di stampa

(È un espianto rituale

Lettere scritte pressoché di rigetto)

che il grado di civiltà di una nazione

è autobiografia di come

si curino i pendolari

e di come i pendolari altri

da essi siano curati.

E di come i pendolari, fattisi proletari,

curino le merci, gli astanti

e i feticismi annessi.

E come i proletari curino i migranti

E le transazioni curino i salari

E i binari ignorino i furti di rame

Per stare saldi.

Riportano gli organi di stampa

Che siano ormai autonome le sistoli

Le confessioni da vissuto,

in pensieri, parole,

opere e omissioni di soccorso

e emissioni di CO2.

Mi pento, mi tolgo

Ti dono la certezza del sollievo

sui marmi delle banchine,

ti dono la consuetudine delle tabelle orarie

e la sorpresa ambigua di un ritardo, una cancellazione.

Nello scambio tra notte e giorno,

tra gli sdraiati sul lastrico e gli eretti da passaggio,

ti dono l’anarchia di una striscia pedonale,

la fiducia necessaria di un semaforo lampeggiante

il silenzio dello svuotare pattumiere.

Sono le prima cure prestate

Le seconde saranno pagate.


Brevi notizie sull’autore

Adriano Cataldo per sopravvivere si occupa di ricerca socio-economica. Per vivere, invece, appartiene al collettivo Trento Poetry Slam, che da qualche anno agita culturalmente la provincia trentina. Ha fondato il movimento Breveintonso, poesie il cui titolo è più lungo della poesia stessa e ha pubblicato in varie sillogi di poesie nel 2008, 2010 e 2012.

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